Le vertigini psicogene o “pseudovertigini”
La vertigine è un sintomo piuttosto comune che si verifica quando la percezione dei rapporti tra il nostro schema corporeo e l’ambiente circostante è distorta.
Si tratta della sensazione di instabilità, di rotazione (dal latino vertere) dell’ambiente circostante o del soggetto stesso.
Quando al nostro cervello, nell’integrare le informazioni provenienti da diversi organi di senso (occhio, orecchio, propriocettori), giungono segnali contrastanti si genera una sorta di conflitto neurosensoriale al quale il corpo reagisce attraverso la vertigine.
Un sintomo
che, per quanto fastidioso, ha una specifica funzione: quella di segnalare al soggetto la necessità di eliminare la condizione sfavorevole in cui si trova (come avviene per esempio nelle vertigini causate dal mal di mare o dal mal d’auto).
Quando si viene colti da questo “segnale d’allerta” la prima cosa da fare è escludere la presenza di problematiche prettamente fisiche: consultando i medici competenti (audiologo, otorinolaringoiatra, neurologo) che prescriveranno esami specifici, si potrà arrivare ad una diagnosi che spieghi il disturbo.
A volte però tutti gli esami risultano negativi e questa diagnosi non arriva…
Si stima che in 1/3 della popolazione le vertigini non dipendono da cause organiche, bensì psicologiche. Uno studio neuropsicologico rivela che tra il 30 e il 40% dei casi di vertigini è di origine mentale: si parla in questo caso di vertigini psicogene o “pseudovertigini”.
Nel mio studio vedo sempre più spesso persone che soffrono di questo tipo di vertigini, e le descrivono associate a sensazioni quali: nausea, stordimento, senso di irrealtà o di svenimento, debolezza, tachicardia, “testa vuota”. A volte si verificano nel corso di un attacco di panico.
In questi casi solitamente il sintomo è prodotto da uno stato di ansia, che può dipendere da molteplici fattori. Un aspetto interessante e comune è però che la vertigine rappresenta simbolicamente la perdita di un equilibrio o la minaccia di poterlo perdere da un momento all’altro.
Spesso si presenta in persone che hanno recentemente subito una perdita o la separazione da una figura di riferimento importante, o in soggetti che hanno appena vissuto un grosso cambiamento o che stanno per affrontarlo, oppure in persone destabilizzate da preoccupazioni economiche, relative alla salute o di altro tipo.
A volte la vertigine è l’unico modo che l’inconscio trova per essere ascoltato: trattandosi di un sintomo invalidante, “obbliga” la persona che ne soffre a fermarsi e ad affrontare un disagio che altrimenti potrebbe rimanere latente, inascoltato.
Diventa quindi importante comprendere il sintomo nel suo reale significato, per elaborare le paure, le preoccupazioni o i vissuti soggiacenti in modo da eliminare il disagio e raggiungere un miglior equilibrio emotivo.
